PUBALGIA - drvenuto.it - Benvenuti sul Sito Ufficiale di Filippo Luciano Dr. Venuto

Vai ai contenuti

Menu principale:

PUBALGIA

ATTIVITA' > LIBERA PROFESSIONE > PATOLOGIE ORTOPEDICHE

LA PUBALGIA


Premessa
La Pubalgia, detta anche  Sindrome Retto Adduttoria, e' una patologia altamente invalidante che colpisce prevalentemente chi pratica sport caratterizzato da sovraccarico, movimenti complessi a rapida variazione di velocità e direzione, come il calcio, il tennis,  il basket, ecc.  In tale patologia, vengono interessati i muscoli addominali ( retto, obliqui, traversi), gli adduttori ( brevi, lunghi e grandi), e a volte anche certi muscoli del bacino. Gli sportivi più colpiti sono i calciatori, ciò dovuto alla tipologia di movimento sportivo che il calcio impone, fatto di salti, scatti, e cambi di direzione. Tutti questi movimenti, si ripercuotono a livello pubico, sviluppando una patologia da sovraccarico funzionale. Come tutte le patologie da sovraccarico, la causa scatenante e' la scarsa preparazione. sia fisica che mentale e l'affaticamentomuscolare, ma soprattutto inserzionale.

Altre possibili  cause possono essere:
•  squilibrio delle strutture muscolari che si inseriscono in regione pubica;
•  iperlordosi e rigidita' delle vertebre lombari;
•  dismorfismi/dismetrie  degli arti inferiori e del bacino;
•  calzature non adatte ;
•  terreni troppo duri;
•  difetti nella deambulazione;


Taluni autori, riportano oltre 70 cause diverse nella genesi della patologia. Per cui e' molto importante capire l'eziopatogenesi che determina questa affezione, per poi poter mettere in atto, una idonea e mirata terapia.

I Sintomi :
Solitamente viene interessato un solo lato, ma puo' colpire entrambi le parti; il dolore parte generalmente dall'osso pubico con irradiazione alla faccia interna della coscia fino ad arrivare a livello addominale. La sintomatologia si accentua nei movimenti di contrazione addominale (ad esempio nel flettere il busto partendo dalla posizione sdraiata) , nel contrarre i muscoli della coscia contro resistenza, nel movimento di salire o scendere dalla macchina, nei colpi di tosse. Il dolore e' talvolta talmente acuto da impedire al paziente qualsiasi attivita' fisica , altre volte invece insorge in maniera subdola con un senso di fastidio profondo e persistente. Si attenua con il riposo articolare e muscolare.

La Diagnosi:  
Si basa essenzialmente sui dati anamnestici e su  un accurato esame clinico. Ci si  avvale talvolta di uno studio radiografico per valutare dismetrie del bacino e/o ricercare calcificazioni nella  zona pubica. Una ecografia può essere sicuramente per valutare l'ispessimento dei tendini e studiare la zona inserzionale, fare diagnosi differenziale con l'ernia inguinale o ernia da sport (sport ernia) .
Una tac o rmn  a volte possono essere inserite nell' iter diagnostico per una corretta diagnosi differenziale verso microfratture, edema intraspongioso, ernia da sport.

Le Terapie:  
Riposo e inattivita' sportiva per periodo necessariamente  lungo è sicuramente la prima terapia. Questo concetto e' fondamentale per non aggravare una patologia che se non trattata adeguatamente puo' risultare altamente invalidante per lungo tempo. La terapia antinfiammatoria con FANS deve essere limitata per un breve periodo e somministrata nella sola fase acuta; Alla base mettere la ginnastica posturale  e di rinforzo per riequilibrare  le forze muscolari pubiche ed una eventuale asimmetria della meccanica articolare del bacino e degli arti inferiori. Le manovre osteopatiche a volte hanno dato ottimi risultati purche' effettuate da operatori esperti, come anche il rinforzo muscolare  isometrico della colonna e degli arti inferiori , lo stretching della regione adduttoria e della catena muscolare posteriore fino al Tendine di Achille.
Le
terapie fisiche trovano ruolo importante durante la fase algica, con funzione di stimolare il tessuto  ad eliminare  i cataboliti prodotti  dallo stress da sovraccarico e favorire la rigenerazione facendo arrivare fattori di crescita e sostanze nutritive migliorando la vascolarizzazione e l'ossigenazione locale. Le terapie più efficaci secondo la mia esperienza sono sicurmente la Tecar, somministrata da TecarTerapista esperto con la metodica Active Motion, e le Onde d'Urto Focalizzate, anch'esse somministrate da Medico Specialista, o per lo meno esperto, come prevedono e Linee Giuda SITOD (Società Italiana di Onde d'Urto).
Qualora non si avesse a disposizione le onde d'urto sono utili alche gli Ultrasuoni , somministrati manualmente, a massaggio, con modalità pulsata (70 - 80%), puntando bene la regione dolente, aumentando e diminuendo la potenza durante il trattamento stando attenti a non sviluppare troppo calore, orientandosi con la eventuale risposta dolorosa delpaziente;  sedute quotidiane di 15 - 20 min.
Alcuni autori, nei casi più difficili, suggeriscono la terapia chirurgica , che trova spazio per quelle lesioni che non sono migliorate con la terapia conservativa. L'intervento classico e' quello di Nesovic nel quale si effettua una miorrafia inguinale possibilmente bilaterale ( per non creare squilibri).

Filippo Luciano Dr. Venuto
Medico Ortopedico

Torna ai contenuti | Torna al menu