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PATOLOGIE ORTOPEDICHE

ATTIVITA' > LIBERA PROFESSIONE > TERAPIE ORTOPEDICHE > ONDE D'URTO

Patologie  Osteo Tendinee
In quest’ultima applicazione possiamo riconoscere due grosse famiglie:

Ambito traumatologico, in modo particolare il  ritardato consolidamento delle fratture e le pseudoartrosi.

Ambito riabilitativo di tutte le affezioni sub-acute e croniche delle strutture tendinee e muscolari, in modo particolare:
Periartite scapolo omerale con relative tendiniti o tendinosi calcifica
Lesione della cuffia dei rotatori
Epicondilopatia ed epitrocleopatia
Pubalgia
Tendinopatia del grande trocantere (trocanterite)
Tendinopatia del tendine rotuleo
Tendinite/tendinosi del tendine achilleo (achilodinia)
Sperone calcaneare
Fascite plantare

Utilizzo in casi selezionati su pazienti con scollamenti di protesi d’anca, necrosi della testa del femore, litiasi della ghiandole salivari. Sono stati utilizzate con risultati promettente in campo urologico nell’induratio penis plastica.

Effetti collaterali
Non segnalati effetti collaterali maggiori, può comparire modesto edema ed eritema in sede di applicazione.
Controindicazioni:
Gravidanza
Pazienti giovani con cartilagine in accrescimento
Portatori di pace-maker o stimolatori elettrici di qualsiasi tipo.

Il trattamento viene eseguito in regime ambulatoriale, in alcuni casi in anestesia locale (in cui si debbano utilizzare potenze relativamente elevate e qualora il paziente non tolleri il dolore procurato dall’applicazione dell onde d’urto) .
La durata complessiva del  trattamento dipende dal programma terapeutico impostato  (unico trattamento intensivo o più trattamenti a distanza di 7 - 15 gg e/o più) e dalla collaborazione del paziente.
Ogni tipo di patologia quindi richiede un numero variabile dai due ai cinque trattamenti che generalmente vanno eseguiti a distanza di due settimane l’uno dall’altro. Il miglioramento, a seconda della patologia,  è generalmente abbastanza rapido,  con una curva ascensionale della risposta benefica che può crescere anche fino  a 12 settimane.

Il paziente viene adagiato sul lettino o seduto (a seconda la sede da trattare)  e, identificata la zona , si applica gel abbondante, si appoggia la menbrana sulla cute, si imposta la frequenza (fino a 240 colpi/min) e l’intensità e si inizia il trattamento.

In caso di pseudoartrosi il trattamento con onde d’urto va eseguito in regime di ricovero, in anestesia generale o spinale o tronculare.

Per quanto riguarda il trattamento antalgico di aree articolari con ridotta mobilità è importante l’associazione di terapia del movimento  (kinesiterapia) per il recupero di normali funzioni  di articolazioni quali spalla, gomito, ginocchio o caviglia.


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