EPICONDILITE - drvenuto.it - Benvenuti sul Sito Ufficiale di Filippo Luciano Dr. Venuto

Vai ai contenuti

Menu principale:

EPICONDILITE

ATTIVITA' > LIBERA PROFESSIONE > PATOLOGIE ORTOPEDICHE

EPICONDILITE


Per Epicondilite si intende patologia caratterizzata da sintomatologia dolorosa a livello laterale del gomito (epicondilo). Colpisce prevalentemente (ma non solo) pazienti che praticano attivita’ sportiva utlizzando il braccio e il gomito (tennis,baseball), ma anche lavoratori che sovraccaricano la parte in modo sproporzionato e scorretto (carpentieri, meccanici,ecc.) o che  utilizzano particoari strumenti (trapano, martello pneumatico, motosega, ecc).
I pazienti sono generalmente nella quarta-quinta decade di vita e colpisce in egual misura maschi e femmine. Tra le altre cause occupazionali probabili (anche se apparentemente "leggeri" ) dobbiamo inserire  quelle attività dove vi e’ il sovraccarico funzionale progressivo con la conseguente  degenerazione dei tendini estensori dell'avambraccio per  attivita’ coatta e reiterativa (lavoratori che utilizzano molto il  mouse e l tastiera del pc, parrucchieri, dentisti,  ecc.).

Sintomi:
Il dolore acuto o progressivoa  a livello dell’epicondilo, con irradiazione lungo i muscoli dell’avambraccio, difficolta’ nello stringere oggetti e nell’azione di “avvitare “ e “ svitare”   o  "girare la chiave della porta". Il semplice gesto di dare/stringere la mano, puo’ scatenare il dolore. La sensazione di tensione e fastidio, si puo’ avvertire anche a riposo e durante il sonno.

Diagnosi:
La diagnosi è prevalentemente clinico, e si basa su un attento esame specialistico e sui dati riferiti dal paziente stesso. Puo’ essere  molto utile un
esame ecografico ove si può evidenziare ispessimento tendineo della classica tendinosi con  più o meno presenza di essurato da infiammazione acuta o sub-acuta. La radiografia può essere utile per escludere calcificazioni ossee o fibrosi cicatriziali pregresse.

Terapia:
Il riposo funzionale articolare nella prima fase dell'approccio terapeutico è sicuramente utile, si può tentere in prima battura l'utilizzo di antinfiammatori locali o per via sistemica, ma è un trattamento il più delle volte destinato a fallire. Bisogna quindi impostare programma di trattamenti antalgici di tipo fisioterapico (
Tecar, Ultrasuoni Manuali Pulsati, LASER, ma soprattutto Onde d'Urto Focalizzate) e riabiltiaitvo ( ginnastica di allungamento tendineo, rieducazione posturale).  Spesso e’ necessario una terapia  infiltrativa locale ( Mesoterapia Antalgica, Infiltrazione con Cortisonici ).
Esiste la possibilità di un intervento chirurgico come l'ultima spiaggia, ove e si effettua microartrotomia  con scopo di diminuire la tensione tendinea attraverso delle piccole sonde a radiofrequenza.


Torna ai contenuti | Torna al menu