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ASMA NEL BAMBINO

ATTIVITA' > MEDICO DI FAMIGLIA > LE PATOLOGIE PIU' FREQUENTI > ASMA BRONCHIALE

ASMA


IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE NEL BAMBINO.
Circa  i 2/3 dei bambini affetti di asma non lo saranno da adulti, mentre circa 1/3, quelli affetti dalle forme più severe, continueranno ad avere sintomi persistenti anche in età adulta. Molti bambini presentano sintomi riferibili all’asma anche per molti anni prima chevenga effettuata una diagnosi  corretta. Ad Helsinki si stimache medialmente, tra la prima comparsa dei sintomi che indicano asma e la diagnosi, trascorra un anno e sette mesi. Quando finalmente viene iniziato il trattamento specifico, in alcuni pazienti la malattia può essere progredita fino ad uno stadio persistente e può essere compromessa parte della funzionalità polmonare. Questesono le conseguenze a lungo termine dell’asma non sufficientemente controllata.
La maggior parte delle linee guida raccomanda una terapia antinfiammatoria, preferibilmente anche pediatrica, con steroidi inalatori, come trattamento di prima scelta per giungere al controllo della malattia nel più breve tempo possibile.
In questo caso si può applicare il concetto di trattamento di induzione. L'induzione è seguita dal trattamento di mantenimento e dal trattamento delle recidive. Negli adultiuna terapia precoce ed efficace con steroidi inalatori consente di ottenere nella maggior parte dei pazienti una remissione di lunga durata e nei pazienti di età pediatrica i pochi studi prospettici sull'intervento precoce di cui disponiamo indicano lo stesso risultato. Si dovrebbe intervenire probabilmente anche prima che si manifestino i primi sintomi dell'asma. In neonati con età media di 2.6 mesi ricoverati con bronchiolite da virus respiratorio sinciziale (RSV) e trattati con steroidi, nebulizzanti si è osservato come questa terapia, nei due anni successivi di follow up, sembra ridurre il rischio di insorgenza di asma. Si è osservato inoltre, in bambini di 1 - 2 anni sensibilizzati alle graminacee, ai pollini, e agli acari, che il trattamento con cetrizina riduce l'incidenza di asma. Infine i dati preliminari dello studio PAT, condottoin soggetti tra i 5 e i 13 anni affetti da rinite, indicano che, l'immunoterapia per il polline riduce il rischio di asma. Attualmente sono in corso di valutazione in trial clinici anche nuove opzioni terapeutiche di tipo immunologico. Per attenuare l'infiammazione eosinofila i pazienti di età pediatrica possono essere trattati con anticorpi monoclonali anti IL-5, oppure quelli affetti da asma allergica possono essere trattati con anticorpi anti IgE, che ha dato risultati incoraggianti nei soggetti adulti.. La combinazione di trattamenti farmacologici e immunologici può rappresentare, in un futuro non troppo lontano, la chiave per ottenere la remissione a lungo termine o anche la guarigione della maggior parte dei bambini asmatici

CONCLUSIONI:
L'asma è una malattia caratterizzata da episodi ricorrenti di tosse, respiro sibilante, costrizione toracica e dispnea, che ha come momento patogenetico fondamentale uno stato infiammatorio delle vie aeree. Tale stato infiammatorio rende le vie aeree ipersensibili ad una varietà di stimoli quali allergeni, irritanti chimici, fumo, aria fredda ed esercizio fisico.Se esposte a tali stimoli le vie aeree possono presentare edema, spasmo della muscolatura liscia, aumento della secrezione di muco, infiltrazione cellulare specialmente eosinofila, lesione e desquamazione epiteliale con conseguente ostruzione delle vie aeree Il fattore di rischi più rilevante per lo sviluppo della malattia, specie nei bambini, è l'esposizione al fumo del tabacco, agli allergeni (forfore animali, polvere domestica da acari, ecc.)agli inquinanti atmosferici e agli irritanti chimici presenti nell' ambiente di lavoro obiettivi di trattamento - controllare e prevenire l'insorgenza dei sintomi (tosse, dispnea) - mantenere una normale attività del paziente con normale funzione polmonare - prevenire le riacutizzazioni della sintomatologia Interventi non farmacologici: - controllo ambientale (allergeni ambientali) - identificazione di condizioni coesistenti che possono modificare l'andamento clinico (gerd, sinusite, poliposi nasale, farmaci (fans, bete bloccanti - colliri compresi.) - educazione del paziente e dei familiari (spiegare la fisiopatologia della malattia e il meccanismo di azione dei famaci e loro effetti collaterali) (precoce riconoscimento delle riacutizazioni della malattia ) (insegnamento della tecnica corretta di assunzione dei farmaci inalatori).

TERAPIA FARMACOLOGICA:
Negli ultimi anni è diventata unanime il riconoscimento dell'importanza di controllare lo stato infiammatorio all'inizio del processo somministrando glicocorticoidi per via inalatoria come trattamento eiettivo di prevenzione, contenendo la necessità in tal modo di ricorrere ai beta2 adrenergici schort-acting o long-acting, anticolinergici, antileucotrieni, cromoni, ed altri che possono essere considerati di seconda linea o da associare ai glicocorticoidei inalanti per migliorare il controllo dei sintomi e ridurre la variabilità giornaliera.

FARMACI IN COMBINAZIONE:
Beta2-adrenergici - ipratropio bromuro
Beta2-adrenergici - glicocorticoidi

COMPORTAMENTO TERAPEUTICO:
Il trattamento a lungo termine della malattia asmatica costituisce un importante problema in conseguenza della natura dinamica del processo patologico. L'obiettivo della terapia dell'asma cronico è di mantenere un paziente asintomatico in una situazione di stabilità respiratoria con la migliore funzionalità polmonare possibile. Il trattamento farmacologico è basato sulla gravità dell'asma. Per raggiungere gli obiettivi della terapia sono stati sviluppati numerosi modelli terapeutici che si basano su una strategia " step by step ".

NELL'ADULTO:
Negli adulti una terapia precoce ed efficace con steroidi inalatori consente di ottenere nella maggior parte dei pazienti una remissione di lunga durata e nei pazienti di età pediatrica i pochi studi prospettici sull'intervento precoce di cui disponiamo indicano lo stesso risultato.oggetti tra i 5 e i 13 anni affetti da rinite, indicano che, l'immunoterapia per il polline riduce il rischio di asma.

NEL BAMBINO:
La maggior parte delle linee guida raccomanda una terapia antinfiammatoria, preferibilmente anche pediatrica, con steroidi inalatori, come trattamento di prima scelta per giungere al controllo della malattia nel più breve tempo possibile. In questo caso si può applicare il concetto di trattamento di induzione. L'induzione è seguita dal trattamento di mantenimento e dal trattamento delle recidive. Circa i 2/3 dei bambini affetti di asma non lo saranno da adulti, mentre circa 1/3, quelli affetti dalle forme più severe, continueranno ad avere sintomi persistenti anche in età adulta. Molti bambini presentano sintomi riferibili all'asma anche per molti anni prima che venga effettuata una diagnosi corretta.

NEL NEONATO:
In neonati con età media di 2.6 mesi ricoverati con bronchiolite da virus respiratorio sinciziale (RSV) e trattati con steroidi, nebulizzanti si è osservato come questa terapia, nei due anni successivi di follow up, sembra ridurre il rischio di insorgenza di asma. Si è osservato inoltre, in bambini di 1 - 2 anni sensibilizzati alle graminacee, ai pollini, e agli acari, che il trattamento con cetrizina riduce l'incidenza di asma. Infine i dati preliminari dello studio PAT, condottoin soggetti tra i 5 e i 13 anni affetti da rinite, indicano che, l'immunoterapia per il polline riduce il rischio di asma.

BIBLIOGRAFIA:
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- Qureshi F et al. Effect of nebulizedipratropium on the Hospitalization rates of children with asthma. N Engl J med 1998;
- Medical Symposia. Tari Haahtela (Skin and Allergy Hospital Helsinki University Central Hospital, Finlandia: " Intervento precoce nei bambini affetti da asma: quanto veramente precoce?" World congress on lung health - Florence 30 Agust - 03 September 2000 .





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