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RELAZIONE MEDICO PAZIENTE

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RELAZIONE MEDICO PAZIENTE

PREMESSA
In uno studio fatto su  venti medici di medicina generale condotto a Londra sono stati identificati i possibili comportamenti a rischio   di produrre  malintesi e conseguenze negative nell'assunzione di farmaci ; secondo l'opinione degli autori questi malintesi sono da attribuire a una inadeguata valutazione delle opinioni dei pazienti riguardo l'uso dei farmaci. Questi malintesi sono stati raggruppati in sei gruppi fondamentali :
1. Informazioni relative al paziente e sconosciute al medico
2. Informazioni possedute dal medico e sconosciute al paziente
3. Contraddittorietà tra diverse fonti informative
4. Disaccordo sull'attribuzione di effetti collaterali
5. Incomprensione da parte del paziente sui motivi della prescrizione
6. Problemi generali di relazione medico/paziente

La non compliance (mancata adesione del paziente alle prescrizioni/indicazioni da parte del medico) costituisce un indicatore di problematicità nella relazione tra medico e paziente ; questo si riferisce con la comunicazione (efficacia e validità della comunicazione) e con la mancata instaurazione di una buona alleanza terapeutica. Questo è un fenomeno noto fin dall'antica Grecia (Ippocrate sottolineava che i medici devono essere consapevoli che quando i pazienti sostengono di avere assunto i farmaci a loro prescritti, molto spesso mentono) ; ciò riguarda circa 1/3 dei trattamenti a breve termine e la metà di quelli a lungo termine. La rilevanza di questo problema è notevole per il paziente (le cure risultano inefficaci), per il medico (maggiore impegno, perdita di tempo ed energie, minore gratificazione professionale, demotivazione), per il sistema sanitario (aumento di costi, risultati meno attendibili per la ricerca scientifica). In questa guida corretta alla prescrizione della OMS pubblicata in Italia pochi anni fa si sottolinea come migliorare la compliance del paziente al trattamento, non basta prescrivere un trattamento ben impostato (adeguato, razionale), ma si sottolinea la ottimizzazione della relazione medico/paziente e la necessità di fornire informazioni adeguate al paziente investendo un po' di tempo in più ; (una buona relazione medico/paziente si stabilisce attraverso il rispetto dei modi di sentire e del punto di vista del paziente e la comprensione e il desiderio di affrontare il dialogo che coinvolga il paziente nella terapia come partner. I pazienti hanno bisogno di ricevere informazioni, istruzioni, avvertenze che formano la base di conoscere per accettare e seguire il trattamento e per acquisire la necessaria competenza per assumere il farmaco in modo appropriato. In alcuni studi meno del 60% dei pazienti hanno compreso come assumere i farmaci. Le informazioni devono essere fornite in modo chiaro, in linguaggio comune ed è utile chiedere al paziente di ripetere alcune delle informazioni essenziali con parole sue per essere sicuro che abbia compreso in maniera corretta. Un requisito per un uso razionale dei farmaci è quello della individualizzazione (non c'è una terapia farmacologica che necessariamente vada bene per tutti i pazienti : questo principio si può applicare alla relazione medico/paziente anche quando questa non presuppone una prescrizione farmacologica ; quindi per esempio in genere l'atteggiamento autoritario è sconsigliato, però a volte con alcuni pazienti può essere utile).
C'è una parte di pazienti che non vogliono sapere niente del loro stato di salute (probabilmente ciò gli mette ansia) e pertanto mettono la loro salute nelle nostre mani e quindi molte volte non è colpa nostra (il paziente ha un atteggiamento passivo). In uno studio si è dimostrato che si otteneva un maggiore controllo, in soggetti ipertesi, della pressione arteriosa se durante la visita medica questi pazienti avevano la possibilità di esprimere liberamente le preoccupazioni sulla propria salute senza che il medico li interrompesse (in media il medico interrompe il paziente circa ogni 18 secondi ogni qualvolta il paziente incomincia a parlare di problemi personali). La revoca del medico di fiducia può essere considerato un evento sentinella della conflittualità della relazione medico/paziente. Il Dr. Paolo Longoni ha pubblicato il motivo per cui i suoi pazienti revocano il medico e i risultati condotti in sette anni su 1.500 pazienti sono stati: • In media ogni anno 57 revoche ( Alterazione del rapporto di fiducia • Disaccordi sulle scelte terapeutiche o diagnostiche • Problemi relativi all'organizzazione dell'ambulatorio come orari, ecc). Altri fenomeni che possiamo considerare come indicatori di problematicità della relazione medico/paziente sono: • Tendenza a cambiare un medico dopo l'altro (Dr. Shopping) • Azioni legali All'inizio degli anni '90 c'è stato uno studio internazionale multicentrico promosso dall'OMS in 15 Paesi del mondo (Verona era il centro di riferimento per l'Italia). Questi studi hanno confermato:
• I disturbi psichici sono frequenti nel contesto della medicina generale (si calcola oltre il 30% dei pazienti)   ed in  media nella metà dei casi i disturbi psichici non vengono identificati.
E' molto importante che i Medici di Medicina Generale riconoscano e trattino le malattie psichiche (ciò nasce dai dati appena esposti).
E' molto importante, nella relazione medico/paziente, che il medico raccolga in maniera completa le informazioni sullo stato fisico, psicologico e sociale del paziente.
Competenze interpersonali e abilità comunicative sono necessarie per cogliere, sintomi fisici (secondo un modello biometrico) e aspetti psicosociali secondo un'ottica centrata sul paziente (modello biopsicosociale).
Voglio ricordare la potenza del nostro intervento senza che questo si traduca nell'uso di un farmaco (Galleno II secolo d.c.: medico prima medicina). In uno studio fatto alcuni anni fa è stato valutato l'effetto della non prescrizione di ansiolitici in un contesto di medicina generale. Si è visto che tra i due gruppi, cioè tra quelli che facevano uso di ansiolitici e quelli che non ne facevano uso, non si rilevava alcuna differenza di esito. Praticamente quelli non trattati farmacologicamente avevano sostegno, rassicurazioni e chiarimenti. La relazione medico/paziente non è basata sulla quantità del tempo, ma sulla qualità del tempo. Per un rapporto medico/paziente che possa definirsi buono, efficace, utile, ecc. è necessario che il medico abbia determinati requisiti:
• Capacità di ascolto attivo
• Atteggiamento non autoritario (correlato al singolo paziente)
• Considerazione, attenzione, rispetto per le opinioni, i bisogni e le aspettative del paziente.

Il rapporto medico/paziente concorre insieme alle competenze diagnostiche e terapeutiche a determinare una ottimizzazione dell'efficacia e dell'efficienza dell'intervento (efficacia in termine di risposta clinica e soddisfazione del paziente con il minore investimento possibile di tempo e di energie da parte del medico).


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